Scomparsa Don Franco Tomè

Segnaliamo con dolore l’improvvisa scomparsa di Don Franco, che si è spento il 23 Agosto pomeriggio, dopo alcuni giorni di ricovero presso il pronto soccorso di San Martino, a causa di una brutta caduta. Ci stringiamo attorno ai suoi cari pregando per lui e ringraziandolo per l’aiuto che ci ha dato in questi anni.

Avvisi Quaresima 2021

Mercoledì delle Ceneri, 17 Febbraio, le ceneri saranno imposte durante le due messe delle ore 8:30 e 18. In questo giorno, come nel Venerdì Santo, vige ancora il digiuno e l’astinenza dalle carni.

Per tutti i venerdì di Quaresima la messa vespertina sarà anticipata di un quarto d’ora (17:45) e seguita dalla Via Crucis.

Orari Sante Messe del 24 Dicembre

L’orario delle Sante Messe per il 24 Dicembre è stato anticipato in tutta la diocesi per non infrangere il coprifuoco. Nella nostra parrocchia saranno celebrate secondo il seguente orario:

Ore 16:30 Messa prefestiva della Natività

Ore 18:00 Messa di Natale della comunità tedesca

Ore 20:30 Messa della notte di Natale

Ripresa delle celebrazioni eucaristiche comunitarie.

Dal 18 Maggio sono riprese le celebrazioni eucaristiche con concorso di fedeli.

I giorni feriali alle 8:30 e alle 18:00 (quindi non più alle 17:30)

I giorni festivi alle 9:00, 10:30 e 19:00

I fedeli sono tenuti a indossare la mascherina per tutto il tempo di permanenza in chiesa e ad occupare le panche solo a due a due tenendosi sui lati opposti. La comunione può essere ricevuta solo sulla mano e sarà amministrata con l’ausilio di una pinzetta fino a nuova comunicazione.

Lectio Divina di lunedì 24 febbraio 2020

Dal vangelo secondo Matteo (4, 1-11)

In quel tempo Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane».

4Ma egli rispose: «Sta scritto:

Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse:

«Se tu sei Figlio di Dio, géttati giù; sta scritto infatti:

Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra».

7Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:

Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».

8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». 10Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:

Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».

11Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Riprendiamo insieme la lettura della Parola di Dio con il brano di Matteo 4, 1-11.

È una vera e propria catechesi che l’evangelista propone alle sue comunità di origine giudea. Gesù è condotto dallo Spirito nel deserto (éremon), il testo greco dice “portato” (anéskte), quasi che lo Spirito porti alla prova Gesù come uomo. Dio, non è un sadico, è come un maestro di scuola che prova l’alunno interrogandolo. Cfr il Padre nostro (non ci indurre), Dio non vuole la nostra tentazione per farci soffrire, ma è anche vero che la prova ci purifica, ci allena, ci fa dominare sul nostro “io”, sulla nostra volontà: ecco il grande dono della nostra libertà, non libertà da… ma liberi per… scelte più grandi: per scegliere la volontà, il progetto che Dio ha per ognuno di noi. Ecco lo schema catechetico di Matteo, lo schema delle tentazioni: dagli studiosi è chiamato l’etica di Matteo, ossia come il credente deve comportarsi per scegliere sempre il progetto di Cristo.

In tutto il racconto risuona come sottofondo l’esperienza di Israele nell’Antico Testamento. “Gesù è condotto nel deserto per esservi tentato per 40 giorni e 40 notti, esattamente come Israele 40 anni (cf Deut 8,2 Num 14,34).

Gesù vi incontra tre tentazioni e queste ricalcano Deut 6,5, sono tentazioni abbastanza enigmatiche e misteriose insieme, teniamo sempre presente che Matteo scrive per comunità provenienti dal giudaismo, queste tre tentazioni possono intendersi alla luce della tradizione ebraica che interpreta Deut 6,5 come tentazioni contro l’amore di Dio, valore supremo.

1. Non amare Dio “con tutto il cuore”: “questi sono i comandi, leggi e le norme che il Signore, vostro Dio, ha ordinato di insegnarvi, perché le mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare… perché tu tema il Signore…. Ascolta, Israele, e bada di metterle in pratica, perché tu sia felice…” Esaminiamo ora le tentazioni di Gesù. La prima è non sottomettere i propri desideri interiori a Dio, è ribellarsi contro il nutrimento di Dio che è la manna.

2. Non amare Dio “con tutta la tua anima” cioè con la propria vita, fino al martirio, se necessario.

3. Non amare Dio “con tutte le tue forze”, cioè con le proprie ricchezze, con tutto quanto si possiede. Alla fine, Gesù appare come colui che ama Dio in modo perfetto.

Lo Spirito santo è la forza di amore che dirige anche Gesù nel compimento della sua missione.

Dopo 40 giorni di digiuno Gesù ebbe fame, è nella logica dell’essere umano, l’uomo, dopo il deserto, dopo la penitenza, nel fisico è estremamente fragile. Nei momenti di fragilità, anche per noi il demonio agisce. Il testo dice: il tentatore si avvicinò, apparentemente il demonio è molto discreto, quasi educato, cfr Adamo ed Eva nell’ Eden (Genesi).

Nella prima tentazione è chiamato “tentatore” “il tentatore si avvicinò” v.3 nella seconda tentazione è chiamato “diavolo” ossia colui che porta scompiglio, disordine. Nella terza tentazione Gesù lo apostrofa dicendo “Vattene Satana” “allora il diavolo lo lasciò.” Satana traduce l’ebraico: satan che significa avversario. Nella Bibbia Satana è considerato responsabile di tutto ciò che contrasta l’opera di Dio e di Cristo. (Gv 8,44- At 10,38).

Dopo queste note leggiamo lentamente il testo, tenendo presente che le tre tentazioni riportate da Matteo, sono le tentazioni di ogni cristiano.

In Gesù tentato ci sentiamo tutti noi, sapendo però che noi non siamo i primi ad entrare in quella esperienza, ci precede Gesù nostro modello e nostro salvatore.

Lectio Divina di lunedì 16 dicembre 2019

Dal vangelo secondo Matteo (1, 18-24)

18Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23«Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.

24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Il brano che è stato letto ci porta nel mistero centrale della nostra fede: il mistero dell’Incarnazione.

Così racconta Matteo: c’è una ragazza dì Nazaret, Maria, promessa sposa a Giuseppe. Questa era l’usanza nelle nozze ebraiche: venivano stipulate con il fidanzamento, ma talvolta passava un certo tempo tra l’impegno matrimoniale e la convivenza dei due sposi, specie se erano in età adolescenziale come nel caso di Maria.

Qui, accade un fatto inaudito: Maria si trova incinta senza aver conosciuto uomo, e Giuseppe ignora cosa possa essere accaduto.

Nel nostro testo. Giuseppe è presentato come un “giusto”, un credente, venuto a sapere della situazione di Maria pensa di sciogliere il vincolo nuziale, senza dire nulla pubblicamente per rispetto di Maria che Giuseppe conosce molto bene, e la stima.

Ecco dunque l’angelo (un angelo del Signore) che si fa presente a Giuseppe in sogno, è un tipico mezzo che troviamo sovente nell’Antico Testamento per rivelare la volontà e l’azione di Dio: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei, viene dallo Spirito santo”.

È importante questo per Giuseppe, quello che Maria porta in grembo è azione di Dio. Giuseppe non è un puro spettatore della scena: sarà lui ad introdurre nella legge mosaica, e quindi a dargli un nome e ad inserirlo nel casato davidico.

Giuseppe dunque è invitato a diventare padre, e sentirsi padre di un figlio che non viene da una sua decisione, ma soltanto da Dio: sarà padre di Gesù secondo la legge e tale sarà chiamato dai suoi conoscenti che non conoscono la profondità del mistero.

Nel nostro brano veniamo a conoscere che a Giuseppe non è data una “rivelazione” sul Figlio, ma una “vocazione”: come al profeta Osea fu chiesto di sposare una prostituta, a Geremia di restare celibe, a Ezechiele di restare vedovo, a Giuseppe è chiesto di accogliere come figlio Gesù, un figlio che in verità non è suo figlio, ma Figlio di Dio.

Così Giuseppe dà alla sua sposa non solo una casa, ma anche un casato, quello di Davide, permettendole di entrare nella discendenza messianica.

È veramente commovente l’atteggiamento di Giuseppe: al suo risveglio dal sonno senza fare alcuna obiezione, senza pronunciare una parola, il testo ci informa: “fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, diede alla luce un figlio che egli chiamò Gesù”.

Se prima abbiamo conosciuto Giuseppe come “giusto,” ora lo conosciamo come credente e obbediente alla Parola del Signore.

Nei Vangeli non ci è stata tramandata alcuna parola di Giuseppe, ma di lui sono attestati l’obbedienza e il silenzio, silenzio di adorazione di custodia e di contemplazione del mistero.

In sintesi si può dire che Giuseppe, nel silenzio, contempla il mistero di Dio che è entrato nella nostra storia facendosi carne, Dio è entrato nella storia facendosi uomo.

Appuntamenti del periodo Natalizio 2019

Domenica 15 Dicembre: benedizione delle statuine di Gesù bambino alla messa delle 10:30.

Sabato 21 Dicembre: ore 21 concerto del coro polifonico Luigi Porro.

Martedì 24 Dicembre: ore 18 messa di Natale della vigilia; ore 21 messa di Natale della comunità tedesca; ore 24 messa di mezzanotte.

Mercoledì 25 Dicembre: Natale del Signore, messe con orario festivo: 9, 10:30, 19.

Giovedì 26 Dicembre, Santo Stefano: messe ore 9; 10:30, 17:30.

Martedì 31 Dicembre: recita del Te Deum dopo messa delle 18

Mercoledì 1 Gennaio 2020: messe con orario festivo: 9, 10:30, 19.

Lunedì 6 Gennaio, Epifania del Signore: messe con orario festivo: 9, 10:30, 19.