Vetrata

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LA VETRATA: Una visita con “la Bibbia alla mano”.

 

 

La navata centrale della nostra Parrocchia è chiusa, nella parete della facciata, da una ampia luminosa e coloratissima vetrata, un’opera che va guardata con calma e possibilmente con la Bibbia alla mano.
E’ infatti una sintesi della Storia della Salvezza, che si sviluppa attorno alla figura del Cristo Glorioso.

Ma procediamo con ordine: nel centro della vetrata (1) il Cristo benedicente ricorda i grandi affreschi delle chiese medioevali, con il Cristo Pantocratore, avvolto dalla luce dell’arcobaleno, Alfa e Omega, Signore del tempo e della storia, Re dei Re, a cui il Padre ha sottomesso tutte le cose (cfr. Apoc: 4- 1/11).
Lo circondano, in alto e in basso, i simboli dei quattro Evangelisti: l’angelo di S. Matteo (2), l’aquila di S. Giovanni (3), il toro di S. Luca (4) e il leone di S. Marco (5).

La parte superiore della vetrata, alla sinistra e alla destra del Cristo è composta da sedici pannelli: i primi otto in alto descrivono alcuni momenti fondamentali della Storia di Israele, di cui parla l’Antico Testamento. Vediamoli insieme, uno per uno, ricercando nella Bibbia i libri e i capitoli a cui si fa riferimento.
Nel primo pannello (6) ecco il Paradiso terrestre, con Adamo e Eva felici fino alla tentazione e la caduta nella disobbedienza al comando di Dio (Genesi: cap.1 – 3/31- cap. 2- 1/25). Nel secondo pannello (7) il Cherubino dalla spada sfolgorante è a guardia dell’ Eden e dell’albero della vita. (Genesi cap. 3 – 1/24).
Comincia così la triste e dolorosa storia dell’uomo… Ma Dio non dimentica le sue creature e volge il suo sguardo di misericordia anche sugli uomini corrotti e dal cuore indurito. Nel pannello successivo infatti ci viene ricordata la storia di Noè giusto,, che si salva dal diluvio.(8) Vediamo l’arca sulla terra asciutta e l’arcobaleno, segno e suggello della Prima Alleanza di Dio con gli uomini.
Dio ha promesso un Salvatore: ecco allora il suo intervento per prepararsi un popolo scelto, “eletto”, da cui discenderà Colui che ci salverà. (9) Dio sceglie Abramo, gli chiede di aver piena fiducia nella sua parola e nelle sue promesse e stabilisce con lui una nuova alleanza: il sacrificio degli animali su cui scende miracolosamente il fuoco, simbolo della potenza di Dio, suggella, secondo il rito, il patto che Dio ha stabilito con Abramo e la sua discendenza. (Genesi: cap. 15 – 1/21)
Sempre in alto, di seguito sulla destra, il 10° pannello ci porta sul Sinai: Mosè riceve le Tavole delle Legge e con tutto il popolo ebreo, liberato dalla schiavitù dell’Egitto, risponde “sì” alla Alleanza che Dio sancisce con il suo popolo: Ricorda Israele:il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo… (Deuter, 6 – 4/8). Nel cap. 19 del libro dell’Esodo, ai versetti 1/21, e nel cap. 20 ritroviamo il racconto di quanto si è compiuto ai piedi del Sinai.
Nel 11° pannello troviamo due re di Israele: Davide e Salomone: il primo in basso, con l’arpa, è il Re Davide, il “cantor dello Spirito Santo”, che secondo la tradizione, sarebbe l’autore dei Salmi, la grande raccolta di preghiere degli ebrei, di Gesù e della Chiesa; sopra la figura di Davide ecco il Re Salomone, il più saggio dei re, che chiese a Dio il dono della sapienza per ben governare (Sapienza: cap. 8 – 1/16).
Il pannello successivo (12) ci mostra il profeta Giona: ribelle all’invito di Dio, che gli aveva chiesto di predicare la conversione al popolo di Ninive, era fuggito sul mare e poi, naufrago, era stato inghiottito dalla balena. Rimasto ben tre giorni nel ventre del pesce, era stato rigettato sulla spiaggia ed era andato a Ninive ad annunciare il castigo di Dio e a invitare alla conversione. Il “segno di Giona” diventa, nelle parole di Gesù il “segno” della sua morte e resurrezione ( Giona: cap.2 1/11 e Matteo. 12 – 38/40).
L‘ultimo pannello in alto a destra (13) illustra uno dei libri più “facili” e gentili della Bibbia: la storia di Ruth, la moabita. Vedova di un ebreo, profondamente legata alla suocera Noemi, la segue e l’assiste fino al ritorno alla terra di Israele e qui, per poter vivere, si fa spigolatrice nei campi di un parente, Booz. Booz la vede, l’ammira e come prossimo parente del marito di lei, volentieri la prende in moglie. Dalle nozze di Booz e Ruth nascerà Obed, il nonno del re Davide (Ruth. Cap. 4 – 3/18). E come non ricordare che da Davide discende Gesù, e che Ruth è ricordata nel Vangelo di Matteo (Cap. 1 – 5/6 ) tra le sue antenate?
Così si conclude, nella parte alta della vetrata il ciclo dell’Antico Testamento, la storia dell’Alleanza, con tutti gli interventi del Signore, la preparazione, fino alla “pienezza del tempo”, dell’incarnazione del Verbo nel seno della Vergine Maria.
Scendiamo alla parte sottostante, che ancora circonda la figura dì Cristo glorioso. Ora la vetrata ci parla dell’adempimento delle promesse nella persona di Cristo e degli eventi narrati nel Nuovo Testamento. Anche questa parte va guardata con il Vangelo in mano.
Nel primo pannello (14) Luca nel cap. 1, ai vv. 26/38 racconta l’Annunciazione a Maria e il mistero dell’Incarnazione di Cristo; ancora Luca, nel secondo pannello (15), con il cap. 2, vv. 6/7 ci narra la nascita di Gesù a Betlemme.
Ed ecco, nel terzo pannello (16) la prima rivelazione di Gesù al Giordano: Giovanni battezza Gesù e subito scende su di Lui lo Spirito in forma di colomba e una voce dal cielo proclama: “Tu sei il mio figlio, il diletto e in te ho posto le mie compiacenze” (Marco cap.1 vv. 9/1 1). Nella scena seguente (17) è descritto il primo miracolo di Gesù: alle nozze in Cana di Galilea, il Cristo cambia l’acqua in vino (Giovanni, cap. 2, vv. 1/11). Alla destra della figura centrale del Cristo trionfante, nel pannello successivo (18) troviamo la descrizione di un altro miracolo di Gesù, narrato da Marco al cap. 2, vv. 1/12: un paralitico che non riesce a causa della folla, ad entrare nella casa dove si trova Gesù, viene calato dal tetto nella stanza; Gesù, di fronte a tanta fede, non solo rimette i peccati al malato, ma rivela la sua divinità con un miracolo: “Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina” e il paralitico si alza e cammina….
Ci avviciniamo alla settimana della passione: il quadro successivo (19) ci fa vedere l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, accolto dall’ Osanna della folla che lo acclama e stende rami di palme e di olivo al suo passaggio.( Matteo 21,1/11). Il pannello 20 ci presenta Gesù risorto che appare ai due discepoli di Emmaus: “Lo riconobbero allo spezzare del pane e allora i loro occhi si aprirono…” così ci narra Luca al cap. 24, vv. 13 /25. Ed ecco l’ultimo pannello (21) ispirato al Nuovo Testamento: negli Atti degli Apostoli (cap., 2, vv. 1/11) Luca ci racconta il grande evento della Pentecoste: la forza dello Spirito Santo dà forza e ardire agli apostoli, anima la Chiesa, la unifica e la assiste.

Siamo così arrivati alla parte inferiore della vetrata, che ci parla della Chiesa missionaria, dei Sacramenti che ci fanno dono della Grazia, della Chiesa Universale e della presenza costante di Cristo, l’Emmanuele, Dio con noi.
Nel primo pannello di sinistra, (22) ecco la Chiesa missionaria, con la capanna nella giungla e il Padre che catechizza il catecumeno: il cartiglio ci riporta il comando di Gesù: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo!” (Marco, 16, v.15). Nel secondo pannello (23) sono accostati due sacramenti dell’iniziazione cristiana: il Battesimo e la Cresima; il successivo (24) celebra il sacramento dell’Eucaristia e subito dopo (25) vediamo la Basilica di S.Pìetro. La scritta sul cartiglio riprende le parole di Gesù : “ Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (Matteo cap. 16, v. 18).La Chiesa universale, col vicario di Cristo e successore di Pietro, continua nei secoli la costruzione del Regno.
Ma questo è possibile perché è con lei la luce del Cristo risorto, il cero Pasquale (26) che, come dice Luca al cap. 2, vv. 32, 2 , citando la preghiera di Simeone, è simbolo di Gesù “ luce per illuminare le genti”. Accanto al pannello del cero pasquale, troviamo (27) una sorgente d’acqua che sgorga da un altare.
La scena ci rimanda alla visione del profeta Ezechiele (Cap. 47 , vv. 1/12) che vede scendere dal tempio un fiume di acqua viva che risana e purifica tutti gli esseri. E il fiume della Grazia che fa crescere nella virtù, che dona pace e felicità interiore. Ma ora, qui sulla terra, siamo un popolo in cammino, che ha il suo legame con la Chiesa universale attraverso il Vescovo e la Chiesa diocesana: il nostro bel S. Lorenzo, che è, nel pannello 28, simmetrico alla Basilica di Roma; ci ricorda che uniti al nostro Arcivescovo, con lui saremo uniti al nostro Papa. E la scritta riporta un brano del discorso di 5. Paolo ai cristiani di Mileto (Atti, cap. 2°, v. 28) “Lo Spirito Santo vi ha posti come Vescovi a pascere la Chiesa di Dio che Egli si è acquistata col suo sangue”.
I due pannelli successivi presentano, al 29 i sacramenti della Riconciliazione e del perdono: la Confessione e l’Unzione degli infermi, al 30 i sacramenti della scelta di vita: L’Ordine e il Matrimonio.
Ed ecco (31) la nostra chiesa parrocchiale, S. Pietro e S. Bernardo alla Foce, con la gente che la circonda:, il “popolo di Dio”, a cui parla S. Pietro nella sua 1° lettera al cap. 2, v. 5: “Anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio….” È la Parrocchia, la piccola Chiesa che più ci è vicina, la incarnazione, nel piccolo quotidiano, del grande mistero della presenza di Dio, che guida ciascuno di noi e tutta la storia con la sua provvidenza, la sua misericordia e il suo Amore.

Lisetta Allegretti

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